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lunedì 19 marzo 2012

Magnifica presenza

Magnifica presenza.
La menzogna alle volte può essere convincente…la realtà lo è molto di più.
Pietro Ponte è timido, malinconico, insicuro. E’ un giovane siciliano emigrato a Roma. Vive con la cugina, ha un’identità sessuale inappagata, sogna di fare l’attore ma per vivere è costretto, ogni notte, a preparare cornetti in una pasticceria. Finalmente trova una casa in fitto a Monteverde, ad una prezzo fin troppo ragionevole e va a vivere da solo. Ma non sarà solo. La casa, infatti ospita altri strani inquilini, una compagnia di attori, eccentrici, eleganti e soprattutto morti.
L’incontro permetterà a tutti gli abitanti della casa di riappropriarsi della propria storia.
Ozpetek torna ai suoi temi cari: la malinconia, i ricordi, il passato che ritorna, la solitudine del presente, gli affetti, la famiglia o qualcosa che possa assomigliarle. Il film è bello, gli attori bravi, l’atmosfera accattivante, ma stavolta il regista non entra in sintonia con il suo pubblico fino in fondo.
Il film lo consigliamo a coloro che amano le suggestioni teatrali, a quelli che sono morti e non se ne sono accorti, a quelli che sono prigionieri del passato, a quelli che vivono sospesi tra realtà e sogno.
Il film lo sconsigliamo a quelli troppo razionali, a quelli incapaci di convivere con i propri fantasmi, a quelli che cercano una casa in fitto a Roma, a quelli che da bambini non hanno mai comprato le figurine.
Lallix
Interessante

venerdì 9 marzo 2012

Quasi amici.
Sai dove si trova un tetraplegico? Dove lo hai lasciato.
Parigi. Driss è un giovane magrebino da poco uscito dal carcere, è ignorante, impulsivo, piuttosto rozzo, ha pessime amicizie, una famiglia complicata, un unico desiderio: il sussidio di disoccupazione.
Philippe è un miliardario colto, raffinato, amante della musica classica e dell’opera che un incidente di parapendio ha paralizzato dal collo in giù.
Driss viene assunto come aiutante personale di Philippe, dovrà lavarlo, vestirlo, aiutarlo nella fisioterapia, portarlo in giro. Gli inizi non saranno facili ma il giovane porterà una ventata di ottimismo, passione e trasgressione nella austera e triste esistenza borghese del suo padrone, facendo nascere tra i due una grande amicizia. Il film tratto da una storia vera e campione di incassi in Francia è una favola furbetta con un ottimo cast, qualche luogo comune e buone battute.
Il film lo consigliamo agli amici, alle donne estimatrici del genere Bronzo di Riace color cioccolato fondente, a quelli che hanno orecchie sensibili. Il film lo sconsigliamo a badanti e badati perchè la realtà non è mai così rosea.
Lallix
Interessante

giovedì 1 marzo 2012

E ora dove andiamo?

E ora dove andiamo ?
Un film di Nadine Labaki. Con Nadine Labaki, Claude Msawbaa, Layla Hakim, Yvonne Maalouf, Antoinette Noufaily.etra Saghbini, Ali Haidar, Titolo originale Et maintenant, on va où? Drammatico, durata 110 min. Francia, Libano, Egitto, Italia 2011
Ci vorrebbe un miracolo per illuminare questi idioti.
Musica solenne, la polvere si alza, soffia un vento caldo, un corteo nero avanza, ondeggia come in una danza. Sguardi profondi. Donne che hanno scolpito negli occhi e sul viso un dolore antico e profondo, alcune hanno il velo, altre le croci appese al collo, tra le mani le foto dei loro uomini morti: mariti o figli. Il corteo si divide: musulmani da una parte, cristiani dall’altra.
Siamo alla fine degli anni novanta in un piccolo villaggio libanese isolato a causa di un ponte semidistrutto e delle mine inesplose. La chiesa da una parte, la moschea dall’altra. Una comunità che fatica a convivere dove basta poco per riaccendere antichi rancori e far riesplodere negli uomini il desiderio di tornare alle armi.
Sono le donne, velate o con rosario, truccate o vestite di nero che con la loro amicizia e fantasia riusciranno ad escogitare divertenti stratagemmi per tenere i loro irascibili uomini calmi e a scongiurare il pericolo che la guerra intereligiosa si riaccenda. Così tra visioni religiose, ballerine sexy dell’Europa dell’Est, madonne che piangono ed una festa piena di “buon umore” le armi verranno sepolte. Nadine Labaki lasciate le amiche e il salone di bellezza di Caramel, spaziando tra dramma, commedia e musical, ci regala un altro film tutto al femminile, in cui le donne sono l’ultimo baluardo a difesa della pace.
Il film lo consigliamo ai pacifisti, alle moderne Lisistrata, a quelli che vivono convivenze difficili, agli uomini aperti capaci di dialogare con Gesù anche in una moschea. Il film lo sconsigliamo ai misantropi, a quelli convinti della “superiorità della nostra tradizione culturale e religiosa”, ai ministri del culto intransigenti.
Lallix
Da non perdere